Vie d’acqua
Itinerari culturali lungo le vie d’acqua nel padovano
Il contesto
Il territorio della pianura veneta, e tra questi il paesaggio della provincia di Padova oltre che dello stesso capoluogo, è il frutto di un rapporto secolare tra le comunità locali le amministrazioni che si sono susseguite per la gestione delle acque superficiali. Fiumi, canali artificiali e vie d’acqua minori costituiscono un sistema idraulico di rara complessità che, fin dal tardo Medioevo, si è costantemente modificato fino all’età contemporanea adattandosi alle esigenze commerciali e produttive.
Per secoli le vie d’acqua, i fiumi e soprattutto i canali progressivamente scavati per metterli in comunicazione, sono stati un importante motore dello sviluppo urbano e produttivo del Veneto: il trasporto, gli equilibri strategici con il controllo dell’accesso all’acqua, la bonifica dei terreni, la difesa dalle periodiche inondazioni dei fiumi Brenta, Bacchiglione e Adige. Inoltre, la forza dell’acqua era utilizzata come fonte di energia per mulini e segherie fino a diventare, in epoca più recente, forza propulsiva per piccole centrali idroelettriche.
Il trasporto ferroviario prima e quello su gomma poi, hanno reso sempre meno conveniente l’utilizzo dei canali per il trasporto fluviale per il commercio. I tempi di percorrenza non solo erano significativamente minori, ma non dipendevano se non in piccola parte da eventi esterni (mancanza di vento, condizioni meteo avverse per il traino delle barche controcorrente, periodi di secca). Già agli inizi del Novecento, le antiche barche da trasporto denominate “burci” che, come documentano alcune foto d’epoca affollavano i canali, registravano un forte calo di utilizzo.
La perdita di funzione economica ha avuto effetti significativi anche sulla gestione idraulica e sulla manutenzione del reticolo di canali. I canali, sulla carta “navigabili” ma sempre più raramente “nagivati”, visto che erano non più utilizzati per il commercio sono diventati infrastrutture per cui il rapporto costi-benefici è diventato sempre più problematico per le amministrazioni. Questo declino ha un ulteriore effetto, per nulla secondario: il rischio di perdita della memoria storica.