Il Progetto

Il progetto Patricom. I patrimoni delle comunità, nuove narrazioni per un turismo culturale nel Veneto vuole fornire modelli ripetibili rispondendo alle domande previste nelle linee del progetto PNNR Changes Cultural Heritage Active Innovation for Next – Gen Sustenible Society (Spoke 9 Università Ca’ Foscari di Venezia). Le ricerche e le azioni proposte si sono concentrate nella individuazione di “Soluzioni sostenibili e di Comunità per il turismo culturale” (Linea 1), “Narrazioni alternative e inclusività sociale (Linea 2) e la realizzazione di “Piattaforme e soluzioni informatiche per la messa in rete di un turismo culturale sostenibile”
Il progetto, diretto da Giovanna Valenzano, è stato presentato dal Dipartimento dei Beni culturali: archeologia, storia dell’arte, del cinema e della musica dell’Università degli studi di Padova, in partenariato con Scatola cultura, cooperativa sociale da tempo attiva nella Regione Veneto.

Ambiti di azione

Sono state individuate 3 aree sottorappresentate nell’offerta turistica culturale, di cui si è individuata una potenzialità legata alla storia passata o recente di luoghi significativi per promuovere nuovi itinerari e modelli di partecipazione attiva nel raccontare il proprio patrimonio in aree disagiate o poco rappresentate nelle rotte turistiche più consolidate (Linea 1) e per proporre narrazioni alternative in formato multimediale, attraverso la raccolta di testimonianze delle comunità locali (Linea 2): Valli Bellunesi, Colli Euganei e Polesine, con proposte concrete di 6 itinerari:

Paris Bordon NEL TERRITORIO BELLUNESE
I monumenti di Augusto Murer nella Valle del Biois
I luoghi storici dell’occhialeria nel Cadore e nell’Agordino
I luoghi del cinema nel Polesine
Itinerari culturali lungo le vie d’acqua nel padovano
Siti, musei e itinerari archeologici nel Bellunese, nei Colli Euganei e nel Polesine

Per dare la massima diffusione delle ricerche in atto, delle azioni programmate e dei risultati attesi si è elaborata, ad opera dei tecnici informatici coinvolti nel progetto Patricom, Luciano Giacomel e Paolo Kirschner, la piattaforma Patricom (Linea 3).

Inoltre, si è affidato ad una ditta esterna la rigenerazione della piattaforma Archeoveneto, ritenendo più sostenibile non aggiungere una ulteriore e diversa piattaforma, ma recuperando i dati precedentemente immessi, aggiornando e completando le parti mancanti e offrendo nuove possibilità di collegamento e analisi con i siti museali e le aree archeologiche esistenti in regione.

Metodologia

La metodologia bottom-up adottata ha portato fin dall’inizio a programmare e gestire le attività insieme alle comunità locali, creando nuovi rapporti con associazioni già attive sul territorio, ma anche coinvolgendo semplici cittadini sulla riflessione di un patrimonio culturale poco conosciuto o meno valorizzato in aree specifiche. Al riguardo è esemplare quanto è stato elaborato nell’itineraio su Augusto Murer nella valle del Boisis. Si sono creati dei gruppi di lavoro diffusi sul territorio per raccogliere i “punti di vista” delle comunità locali, che sono stati tenuti presente negli elaborati nei diversi formati (testi, audio/video) rappresentativi del “sense of place”. Ogni gruppo di lavoro, coordinato da un responsabile scientifico, ha agito in autonomia, per meglio rispondere alle necessità specifiche, in stretta sinergia con Scatola Cultura e sotto una regia comune. In alcuni contesti, ad esempio nell’Agordino, si è data vita ad una rete territoriale di collaborazione. Vi sono stati incontri periodici per monitorare lo stato di avanzamento del lavoro. Le responsabili del progetto (Giovanna Valenzano per il Dipartimento dei Beni culturali e Sabina Magro per Scatola cultura) hanno partecipato a tutti gli incontri organizzati dal gruppo di Ca’ Foscari, in collegamento con la Fondazione Changes.

Si sono coinvolti i Musei, la Provincie, in particolare quella di Rovigo, la Comunità montana, il Comune di Belluno: in tutte le realtà la collaborazione con le istituzioni è stata assai proficua. Il Comune di Belluno e il Museo di Adria hanno messo a disposizione i loro spazi per le ultime presentazioni per restituire alle comunità, con cui sono state coprogettate e realizzate le attività, i risultati finali del progetto. Ricercatori di aree scientifiche diverse hanno collaborato nell’elaborazione delle singole linee progettuali, sfruttando le possibilità di sviluppo interdisciplinare delle diversificate competenze presenti nel Dipartimento. 

Per quanto riguarda la sostenibilità sociale si sono coinvolte le scuole, le case per anziani, gruppi di comunità ancora in attesa di cittadinanza. In collaborazione con Scatola Cultura il lavoro proseguirà anche dopo la scadenza del progetto.