Polesine romano
Rendere visibile l’invisibile attraverso CArD3D
La ricerca
Il Polesine venne abitato sin da età antichissime. La ricchezza e la fertilità della pianura, l’affaccio sul mare Adriatico e la capillarità delle vie d’acqua interne resero infatti questo territorio il punto focale di un complesso sistema di traffici commerciali fin dall’età del Bronzo.
Il Polesine in età romana
In età romana, a partire dal II secolo a.C., l’area, afferente alla città di Hatria (attuale Adria), conobbe un forte sviluppo a seguito della realizzazione di importanti opere idrauliche, quali canali artificiali paralleli alla linea di costa che permettevano una sicura e tranquilla navigazione interna. Tale sviluppo fu implementato anche dalla stesura di due strade, la via Annia e la via Popillia, che si dipartivano rispettivamente da Roma e Rimini e che, dopo essersi congiunte nell’area del Delta, permettevano di raggiungere le principali città dell’arco adriatico fino ad Aquileia. Lungo le strade si trovava una serie di stazioni di sosta, dette mansiones e mutationes, luoghi dove fermarsi per riposare e fare il cambio degli animali che si trovano rappresentati nella Tabula Peutingeriana, la grande carta stradale dell’impero romano. Tra queste vi sono anche la mansio Hadriani, corrispondente all’attuale sito di San Basilio, e la Mansio Fossis, identificabile in Corte Cavanella di Loreo. Il territorio era inoltre costellato di ville rustiche legate allo sfruttamento agricolo.

Le ricerche nel Polesine
La storia delle ricerche archeologiche nel Polesine ha inizio tra XIX e XX secolo, quando studiosi e antiquari iniziarono a documentare reperti occasionali rinvenuti durante lavori agricoli o opere di bonifica. I primi scavi sistematici furono condotti a partire dalla fine dell’Ottocento, soprattutto ad Adria, abitato etrusco e poi città romana, da sempre considerato centro nevralgico del territorio. I reperti rinvenuti in questo periodo – elementi architettonici, ceramiche, stele e corredi funerari – contribuirono a definire l’importanza storica della regione e confluirono in gran parte nel Museo Archeologico Nazionale di Adria.
Nel corso del Novecento le ricerche si intensificarono grazie alla crescita dell’interesse per l’archeologia del territorio. Negli anni ’70 e ’80 furono fondamentali le indagini condotte dalla Soprintendenza e da studiosi locali, che individuarono nuovi siti etruschi e romani anche al di fuori dei centri noti, tra cui la villa/mansio di Corte Cavanella di Loreo e quella di San Basilio. Un certo interesse venne rivolto inoltre allo studio delle infrastrutture stradali romane (via Annia e via Popillia).
In anni recenti, nuove indagini archeologiche interessano vari siti del Polesine, sia di età preromana che romana.
I siti del progetto Patricom
Nell’ambito di PATRICOM ci si è focalizzati su due siti archeologici situati nell’area dell’antico delta padano, indagati in anni recenti ma non visibili né accessibili, se non nelle giornate in cui gli scavi vengono aperti al pubblico, sempre numeroso e curioso di conoscere le novità delle ricerche. Si tratta di un grande edificio scavato a San Basilio di Ariano nel Polesine (RO), probabilmente pubblico, situato lungo le sponde di un canale che attraversava l’intero insediamento, e di una villa romana dotata di darsena con funzioni di mansio rinvenuta a Corte Cavanella di Loreo (RO).
Per questi due siti si è resa fruibile una ricostruzione virtuale rigorosamente basata sui risultati delle ricerche archeologiche, che permette di comprenderne l’aspetto originario, rispondendo così alle giuste richieste del pubblico.
La piattaforma CArD3D
Descrizioni, immagini e ricostruzioni 3D dei due siti archeologici sono state messe a disposizione all’interno di una webApp, denominata CArD 3D, acronimo di Carta Archeologica Digitale Tridimensionale, piattaforma digitale dedicata ai contesti archeologici del Veneto, per favorirne la conoscenza e l’accessibilità attraverso modelli 3D navigabili e visionabili in differenti modalità. L’App CArD 3D, realizzata in anni recenti nell’ambito di un progetto coordinato dal Dipartimento dei Beni Culturali, costituisce uno strumento utilizzabile mediante dispositivi fissi e mobili, utile a scuola per insegnare, a casa e al museo per apprendere in autonomia, sul territorio per vivere l’esperienza di viaggiare nel tempo. Punto di forza della piattaforma CArD 3D è la continua implementazione di modelli 3D e contenuti testuali, che consentono di incuriosire e fidelizzare il pubblico.
In questo modo si promuove e diffonde la conoscenza del Polesine romano, in un dialogo tra paesaggio attuale e antico, ricostruito attraverso la ricerca archeologica e gli strumenti digitali.
