Terre dell’occhiale
Ecomuseo dell’occhialeria bellunese
Il contesto
La ricerca, all’interno del progetto Patricom, sull’industria bellunese dell’occhiale vuole illustrare una tradizione, che risale alla fine dell’Ottocento e si lega alle radici storiche più profonde del “Made in Italy”.
Nata nel 1878 grazie al coraggio e allo spirito di iniziativa di alcuni pionieri, continua a crescere e rinnovarsi nel tempo fino a diventare il principale distretto mondiale del settore.

Nelle valli del Cadore, dell’Agordino e dell’Alpago, immerse nel paesaggio dolomitico, operano centinaia di imprese grandi, medie e piccole che danno lavoro a oltre 10.000 persone. I loro prodotti sono il frutto di oltre un secolo di esperienze artigianali e industriali nel campo dei materiali, delle lavorazioni e del design.


Le loro storie e quelle dei loro protagonisti rappresentano un patrimonio di eccezionale valore culturale che caratterizza l’identità di questi luoghi e dei loro abitanti.
Passare da un museo a un ecomuseo vuol dire cambiare radicalmente approccio nel modo di raccontare un luogo, la sua storia e la sua cultura. Non più qualcuno che sa e, dall’alto della sua conoscenza, racconta a chi non sa, ma un’intera comunità che sceglie di raccontare se stessa e, così facendo, impara a conoscersi meglio e a farsi conoscere dagli altri.